# 15 Autunno 2018

Gentili lettori,
 
Canada, Stati Uniti e Messico, dopo oltre un anno di negoziazioni difficili, sono giunti ad un nuovo accordo di libero scambio che va a sostituire l’accordo NAFTA in vigore dal 1994. Nasce così l’USMCA che al di la della retorica politica, non sconvolge la sostanza del vecchio trattato e soprattutto gli assetti commerciali dell’area nordamericana.  Messico e Canada hanno dovuto fare alcune concessioni alle richieste dall’amministrazione USA pur mettendo a segno alcuni importanti risultati.
Fra le  novità, l’USMCA comprende un capitolo dedicato all’ambiente ed una clausola che sancisce che ogni accordo commerciale con paesi terzi deve essere oggetto di una valutazione da parte dei  membri del USMCA ed un eventuale disaccordo potrebbe portare, in extremis, all’uscita unilaterale dal trattato nordamericano.  Rimane il mantenimento del meccanismo di regolamento delle controversie, già previsto dal NAFTA, nonché l’esclusione dall’accordo del settore culturale. Nonostante l’accordo, tuttavia, i dazi doganali sull’acciaio e l’alluminio imposti dall’amministrazione americana al continueranno ad applicarsi.
I rispettivi parlamenti hanno 60 giorni per ratificare l’accordo ed il nuovo assetto del parlamento USA dopo le elezioni mid term potrebbe creare un nuovo scenario ed imprevisti nel processo di raificazione.

Il North America Free Trade Agreement ha contribuito a promuovere l'insediamento e gli investimenti di società multinazionali nell’area per soddisfare le richieste della produzione, dei mercati internazionali e dei consumatori. In particolare, il Messico è profondamente cambiato da quando è entrato in vigore l'accordo di libero scambio nordamericano. Il suo sviluppo economico è divenuto strettamente interconnesso  a quello degli Stati Uniti e del Canada. L'accordo di libero scambio ha significato per il Messico la sua integrazione economica non solo nel continente ma nell'intero pianeta. È un'apertura commerciale che ha completamente mutato la l’assetto strutturale dell’economia del paese, oggi molto più industriale, multisettoriale, tecnologicamente avanzata, con settore dei servizi molto più maturo.

Le circostanze sono adesso molto diverse rispetto a 25 anni fa ed il Messico si trova in un momento storico cruciale dovuto sia ai mutati rapporti internazionali sia a ragioni di politica interna.

Nell’ambito politico, il prossimo 1° dicembre, Andrés Manuel López Obrador, assumerà il ruolo di Presidente.  Nuovo perché è il primo non appartenente ai partiti tradizionali. Nuovo perché si presenta con una proposta politica e di governo “alternativa” con un’attenzione particolare alle diseguaglianze ed alla lotta alla povertà. Quasi il 54% dei votanti ha dato la sua preferenza al leader di Morena, avallando in questo modo una piattaforma programmatica di rinnovamento nazionale, basata sull'idea di giustizia sociale. Il suo compito, non facile, sarà quello di soddisfare le promesse elettorali ed allo stesso tempo confermare il Messico motore produttivo dell’area.

Le sfide dunque sono difficili, anche perché l’economia messicana, nell’ultimo biennio, ha avuto un rallentamento, causa anche del contesto internazionale e non per ultima l’elezione di Donald Trump che ha determinato per il paese un periodo d’incertezza ed un rallentamento degli investimenti stranieri, soprattutto nei settori che hanno rappresentato negli ultimi 25 anni l’eccellenza dell’industria messicana, come l’Automotive e l’Elettronica.
Detto ciò l’industria manifatturiera e della costruzione che rappresentano chiari indicatori della crescita del paese, hanno mantenuto indici positivi anche se con una crescita moderata, rispettivamente dell’1,3 e dell’1,8%.

Nonostante comunque le incertezze generali sull'area e sui mercati globali il Messico rimane un paese ancora con fame di tecnologia ed innovazione ed in questo l'Italia può giocare un ruolo da protagonista.  Da notare positivamente che l’export italiano nel 2017 ha chiuso con un +13,84%, in particolare nel settore alta tecnologia, come per esempio macchine fonderia, per la plastica ed il packaging.

Cogliamo l’opportunità per ringraziare i nostri lettori per il continuo interesse mostrato per i mercati nord ‐ americani e Vi invitiamo a visitare il sito Machines Italia, ed a registrare la vostra azienda nella banca dati del sito.

​Buona lettura,
 
Giuseppe Manenti
Direttore, ICE Città del Messico

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STORIE DI SUCCESSO E TESTIMONIAL

Elica Spa, azienda italiana, con sede a Fabriano (AN), attiva nel mercato delle cappe da cucina sin dagli anni '70, è oggi leader mondiale in termini di unità vendute. Vanta, inoltre, una posizione di leadership a livello europeo nella progettazione, produzione e commercializzazione di motori elettrici per cappe e per caldaie da riscaldamento.

Focus

Con una popolazione di 120 milioni di persone ed un alto grado di apertura internazionale, (12 trattati di libero commercio, con 44 paesi e in attesa di finalizzare il rinnovo del Trattato di Libero Commercio dell’America del Nord – NAFTA), il Messico offre numerose opportunità per le imprese straniere, soprattutto nel settore dell’imballaggio e confezionamento, dove si prevede una crescita nel corso dei prossimi anni, a partire dal 2019.

STATISTICHE

Canada: Ultimi Dati Disponibili
Le importazioni totali canadesi di macchinari e tecnologia riferite ai 15 settori di riferimento del progetto Machines Italia, sono diminuite, nei primi 9 mesi del 2018, del 6,23%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, passando da Euro 290 milioni del 2017 a Euro 272 del 2019. Risultato all’apparenza estremamente negativo anche se raffrontato al calo delle importazioni canadesi di beni strumentali, -0,36%. Cala anche la quota di mercato del nostro paese che passa dal 4,37% del 2017 al 4,12% del 2018 (-5,7%). L’Italia si riconferma, comunque, il quinto fornitore del Canada di macchinari e tecnologia strumentale, preceduta nell’ordine da USA, Cina, Germania e Giappone e seguito da Messico, Corea del Sud, Regno Unito, Vietnam e Francia.

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