Ultimi Dati Disponibili USA

L’Italia è il sesto maggiore fornitore USA di macchinari e tecnologie strumentali (15 settori progetto Machines Italia), con oltre € 2 miliardi esportati nei primi 8 mesi del 2016 ed una quota di mercato di circa il 6% (+ 7,5% rispetto a 2015). Precedono l’Italia, nell’ordine Giappone, Germania, Cina, Canada, Messico, mentre la seguono Corea del Sud, Regno Unito, Francia, Taiwan.
 
Nel periodo gennaio-agosto 2016, le importazioni totali statunitensi relative ai 15 settori di riferimento di Machines Italia sono diminuite del 6,93%, attestandosi a quota € 32,1 miliardi. Per quanto riguarda le importazioni statunitensi delle principali categorie merceologiche di beni strumentali, si è registrato una diminuzione della componentistica oleodinamica, pneumatica ed organi di trasmissione (-11,37%), macchine movimento terra (-17,41%), macchine agricole (-7,76%), macchine lavorazione metalli (-7,69%), macchine tessili (-6,40%), macchine lavorazione marmo e pietra (-4,22%), macchine lavorazione vetro (-45,37%), macchie industria conciaria (-15,95%).   In aumento, invece, le macchine lavorazione plastica e gomma (+3,26%), macchine industria alimentare (+9,99%), macchine industria grafica e cartotecnica (+6,81%), macchine imballaggio (+12,73%), macchine lavorazione legno (+11,04%), macchine metallurgia e fonderia (+2,01%), macchine ceramica (+27,20%).
 
Quasi il 60% delle importazioni statunitensi di beni strumentali è costituito da componentistica oleodinamica, pneumatica ed organi di trasmissione, macchine per il movimento terra e per l’edilizia e macchine agricole.
 
Nei primi 8 mesi del 2016, le importazioni USA di meccanica strumentale made in Italy hanno registrato una crescita del 6,02% e la performance migliore dei primi 10 partner commerciali USA.  Le crescite positive sono state generalizzate. In calo soltanto cinque dei quindici settori di Machines Italia, ovvero la componentistica (-13,83%), le macchine agricole (-9,31%) le macchine lavorazione plastica e gomma (-3,08%), le macchine tessili (-2,07%) e le macchine per l’industria conciaria (1,68%).  
 
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